Bambini e postura: quali valutazioni sono opportune?

Ne parliamo con la dott.ssa Verusca Gasparroni, specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione, esperta di età pediatrica

“In primo luogo è bene chiarire che cosa si intende, in ambito fisiatrico, per bambini: parliamo di tutte le età comprese all’interno della maturazione scheletrica, che per le femmine avviene intorno ai 15 anni e per i maschi verso i 17. In questo arco temporale possono presentarsi ed evolvere le patologie fisiatriche della crescita, che è opportuno individuare e monitorare fino alla fine dello sviluppo, perché durante il processo possono peggiorare.”

 

Quali sono le patologie più frequenti in questa fascia d’età?

“Le patologie più diffuse fra bambini e ragazzi sono i dismorfismi del rachide – che con un termine generico vengono dette “scoliosi” – e degli arti inferiori. Spesso questi disturbi sono strettamente correlati: le “scoliosi” in molti casi sono false scoliosi, non sono cioè una deformità del rachide, ma una conseguenza del disallineamento del bacino dovuto a una differenza di lunghezza delle gambe. Quindi spesso, compensando il dismorfismo delle gambe, migliora anche la cosiddetta “scoliosi”.

Bisogna però prestare attenzione, perché in età pediatrica le anomalie morfologiche entro certi limiti sono fisiologiche. È normale, per esempio, che in alcune fasi della vita una gamba sia più lunga dell’altra: nessuno di noi cresce in maniera simmetrica, cresciamo tutti prima da un lato e poi dall’altro, non in maniera uniforme da entrambi. Ci sono comunque dei range di normalità e il compito dello specialista è individuare, monitorare ed eventualmente trattare le condizioni che vanno oltre questi parametri

È fondamentale, inoltre, che il fisiatra riconosca che cosa è difetto e che cosa è compenso: tutti abbiamo infatti degli aggiustamenti che il nostro corpo mette in atto per compensare dei difetti. Quello che dobbiamo trattare sono i difetti che hanno generato questi atteggiamenti compensatori e che non sono necessariamente di natura fisiatrica.

Ad esempio, i bambini e i ragazzi oggi – negli ultimi mesi in maniera esponenziale con la didattica a distanza – passano molto tempo su dispositivi digitali, determinando atteggiamenti posturali che non osservavamo vent’anni fa e che dipendono da molti fattori, non esclusivamente fisiatrici. Gli occhi, per esempio, sono sempre più sollecitati dall’esposizione prolungata agli schermi: un sistema visivo che non funziona come dovrebbe si riflette anche sulla postura, che si adegua per compensare un sistema visivo disregolato. Fare una valutazione fisiatrica adeguata, oggi, significa spesso anche fare una valutazione oculistica e odontostomatologico. Spesso ciò che si rivela necessario è un lavoro di équipe.

 

È importante intervenire precocemente?

È fondamentale inquadrare subito la situazione e poi decidere quali sono i tempi di trattamento. Diversamente, il bambino continuerà negli stessi atteggiamenti posturali e sarà più difficile correggere un atteggiamento viziato magari a 10 anni, piuttosto che intervenire su un disturbo individuato al suo esordio, a 6 o 7 anni.  Nel caso si valuti la necessità di correggere questi atteggiamenti, i trattamenti di elezione sono gli interventi fisioterapici o ortesici, come, rialzi, plantari o scarpe.

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